Arrestato Alberto Veneruso imprenditore dell’aerospazio per la vicenda Aviointerios

Grande preoccupazione per il futuro è espressa dai lavoratori e sindacati che si aspettavano un’azione da parte della magistratura ma che ora vorrebbero capire che cosa ne sarà dei 230 posti di lavoro.

Ai domiciliari la convivente Giuseppina Pica (azionista del ristorante Grangusto) e il commercialista Giorgio di Mare. Due le società sotto inchiesta: Agw e Alfer.
aviointeriosLa Guardia di Finanza di Latina ha eseguito oggi venerdì 30 settembre un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’imprenditore Alberto Veneruso.
Il sostituto procuratore del Tribunale di Latina Marco Giancristofaro, ha emesso il provvedimento restrittivo nei confronti dell’imprenditore ipotizzando i reati di bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita. L’indagine e parte dalla vicenda Aviointeriors e accende i riflettori anche sulle società Agw e Alfer. L’inchiesta denominata “Speedy Fly” ha portato anche al sequestro di beni per 14 milioni di euro. Ai domiciliari sono inoltre finiti il suo commercialista Giorgio Di Mare, con studio a Napoli, e Giuseppina Pica (azionista di Grangusto, società non coinvolta nell’indagine), tutti, grazie a una lunga serie di articolate operazioni societarie (scissioni, cessioni d’aziende o rami d’azienda e dei beni immobili) hanno portato al fallimento di Agw e Alfer.
Il provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria ha riguardato anche il sequestro di liquidità, beni immobili, polizze assicurative e quote societarie per oltre 14 milioni di euro. Il “gioco” societario ha di sottrarsi illecitamente alle pretese creditorie, cautelando i beni immobili e quelli mobili delle società fallite, lasciate morire in Lussemburgo, attraverso la destinazione finale degli stessi beni ad altre società del proprio “gruppo”; di costituire una nuova società a Latina con diversa denominazione, “ripulita” delle passività e che continua l’attività di produzione e fabbricazione di interni per aerei, già svolta dalla società originaria utilizzando la denominazione ed il marchio societario senza aver sostenuto alcun costo. I riscontri effettuati dalla Finanza accertavano inoltre l’utilizzo – sia da parte della società fallita che dell’attuale società – di fatture emesse apparentemente da una società con sede in Delaware (Usa) per operazioni inesistenti, con la conseguente sottrazione di imposte al fisco per oltre 14 milioni di euro.

Veneruso aveva anche rilevato la ex Goodyear, trasformandola con i soldi della Regione Lazio in Meccano Aeronautica, progetto ben presto naufragato. Ma questa a quanto pare è un’altra storia.