Leonardo, una polica estera del Paese per ricostruire le alleanze dell’industria dell’Aerospazio e Difesa

Approvato dal Senato il testo di riforma della governance nazionale  dell’aerospazio

Leonardo è una delle società italiane strategiche e di valore internazionale eppure c’è chi non esclude che l’uscita di scena di Mario Moretti possa innescare un percorso che veda il gruppo uscire progressivamente dal perimetro delle aziende italiane.

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Il neo amministratore delegato di Leonardo, già Finmeccanica, Alessandro Profumo, Giovedi come primo atto nella sua nuova funzione ha incontrato i dirigenti e i quadri del gruppo per illustrare alcuni punti di quella che potrebbe essere una sua strategia di rilancio del gruppo.

Chi temeva che quel “consolidamento europeo” auspicata dalla ministra  Roberta Pinotti e dal premier Paolo Gentiloni meno di un anno fa con quell’articolo nel cui si invocava una maggiore collaborazione sulla difesa, “mettendo in comune un certo numero di competenze e risorse” in Europa, anticipasse una fusione tra Leonardo e Airbus, sembrerebbe essere stato smentito dalle dichiarazioni di Profumo che ha escluso lo spezzatino ed ha ribadito l’obiettivo di un rafforzamento strategico e commerciale nei prossimi anni di Leonardo.

Il progetto di rilancio anche nella continuità della precedente gestione richiede come premessa un riposizionamento di Leonardo in un sistema di alleanze industriali internazionali da costruire recuperando la centralità dei programmi e dei prodotti del gruppo e  realizzabile se c’è una strategia di politica internazionale del nostra Paese.

In un sistema politico istituzionale normale, e anche in una Europa ancora nel mezzo del guado della sua realizzazione, sono le istituzioni rappresentative e non le lobby che determinano il quadro di riferimento per le alleanze delle imprese dei settori strategici,  per cui  è un segnale che va nella giusta direzione il sì del Senato al disegno di Legge di riforma della governance delle politiche dell’aerospazio.

Il DdL arriva in aula dopo tre anni dall’avvio della trattazione di tre decreti legge da parte della commissione Industria  che ha poi approvato un testo unificato trasmesso all’aula con il quale si  assegna al governo il coordinamento delle politiche spaziali. “Il comitato sarà composto dai ministri di istruzione, università e ricerca, esteri, interni, difesa, economia e sviluppo economico, e avrà lo scopo di definire una politica nazionale unitaria per lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie spaziali e aerospaziali, sovrintendere agli investimenti finanziari e stabilire le linee guida per l’elaborazione dei piani pluriennali dell’Agenzia spaziale italiana“.