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Nessun ridimensionamento dell’Italia nel progetto del radiotelescopio SKA

Intervista al prof. Massimo Della Valle – Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte

di Alessandra Schiavone & Adelchi Maria Rendola

astrofisico_massimo_della_valleIl prof. Massimo della Valle è uno dei massimi esperti mondiali nello studio delle novae, supervnovae e lampi gamma. Dopo la laurea in Astronomia e il dottorato di ricerca nell’ex Unione Sovietica e poi a Padova, è stato post-doc presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e ha lavorato, tra l’altro, presso l’osservatorio di Arcetri e nella telescope – division di ESO a Monaco in Germania. Ha collaborato con Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess, vincitori del premio Nobel per la fisica nel 2011. Dall’aprile del 2010 ricopre il ruolo di direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte.

Professore può spiegarci il progetto e cos’è il radiotelescopio SKA e quali sono le sue finalità?

Lo Square Kilometre Array (SKA), è una delle grandi avventure scientifiche di questo millennio insieme alla costruzione del telescopio European Extremely Large Telescope (E-ELT). Sarà il più grande radiotelescopio del mondo costruito essenzialmente in parte in Sudafrica e in Australia.

SKA è il frutto di un consorzio di dieci paesi tra i quali Italia, Inghilterra, Cina, Canada, Svezia ed altri. Le finalità di SKA sono innumerevoli tra i quali la ricerca della vita nell’Universo. Con SKA sarà inoltre possibile analizzare la Dark Energy e l’evoluzione delle galassie, studio di test della fisica più estrema che si realizza in prossimità di oggetti compatti e poi non dobbiamo ignorare la possibilità di trovare fenomeni nuovi come è capitato in passato quando si voleva misurare il tasso di decelerazione dell’espansione dell’Universo e, come spesso capita nelle Scienze, si è ottenuto un risultato completamente inaspettato, cioè che l’Universo stava accelerando la sua espansione. Quando si costruisce uno strumento così importante, così grande e che quindi apre una finestra d’indagine nuova, dobbiamo aspettarci delle sorprese.

L’Italia si era candidata con Padova per ospitare gli Headquarters del progetto ma purtroppo non è stata scelta. Quali sono le eventuali ripercussioni?

In effetti, Padova è stata scelta per ben due volte dal board internazionale incaricato di selezionare la sede degli Headquarters di SKA e alla fine, probabilmente per l’azione di qualche interferenza politica, la sede definitiva è stata quella Jodrell Bank a Manchester. Queste interferenze sono state confermate anche da riviste prestigiose come Nature che nel marzo di quest’anno ha dedicato un articolo a ciò che è accaduto. Al di là di un’iniziale e comprensibile delusione, non vedo un ridimensionamento del ruolo dell’Italia nel progetto SKA e nessuna ripercussione particolarmente significativa. Dobbiamo solo riuscire, in qualche modo, a riprenderci al meglio da questa spiacevole situazione per ottenere nel futuro un ruolo sempre più importante.

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