Le nuove competenze nel settore dell’aerospazio

Oscar Carrozzo

Il 22 maggio scorso si è tenuto il primo Seminario Interdisciplinare di Cultura Aeronautica, organizzato dalle Associazioni AIDAA, AEROPOLIS, EUROAVIA e dal DIIA della Federico II, con la collaborazione della società EXPERIS, avente per tema un argomento “strategico” per tutti i giovani laureati che devono inserirsi nel mondo del lavoro: l’identificazione dei propri target lavorativi, le modalità di approccio e relazione dei candidati con gli enti HR delle aziende, i percorsi d’inserimento dei neoassunti nelle organizzazioni produttive. Obiettivo principale: presentare agli studenti universitari l’attuale organizzazione del mondo aziendale e proporre una guida su come approcciarsi ad esso.

L’incontro ha dato spunto a numerose riflessioni riguardanti le aspettative e le aspirazioni degli studenti e la domanda di professionalità e soft skill da parte delle aziende.

Nella fase di preparazione dell’incontro abbiamo avuto modo di consultare, tra le altre, una recente pubblicazione dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (AIRI) che ci è parsa di forte attinenza con il tema trattato nel seminario. Il titolo è: “NUOVE COMPETENZE E FIGURE PROFESSIONALI PER IL SETTORE DELL’AEROSPAZIO e in essa sono riassunte tutte le tendenze, per i prossimi anni, di impiego di professionalità tradizionali e nascenti nei settori aeronautico e spaziale.

Prendendo il report (che alleghiamo a queste note) come spunto, proviamo a inquadrare organicamente quanto emerso dalla discussione della giornata.

 

1 – Il contesto

L’attuale quadro industriale e le prospettive di sviluppo future dell’Aerospazio mostrano come siano necessarie nuove competenze per concepire, sviluppare, industrializzare e gestire sistemi complessi in cui una serie ampia di tecnologie, spesso provenienti da altri settori ed estremamente sofisticate, deve essere integrata insieme a quelle già consolidate.

In questo contesto le figure professionali richieste, oltre a possedere competenze eccellenti settoriali, devono essere capaci di guardare “l’insieme oltre le singole competenze” con una visione globale e trasversale.

Naturalmente per conseguire tale risultato occorre mettere a punto una offerta formativa per le nuove generazioni che, insieme alle competenze specifiche delle discipline specialistiche, fornisca le necessarie integrazioni con il mondo dell’industria e dell’economia in un’ottica di formazione continua e flessibilità verso le innovazioni.

Le competenze oggi richieste si estendono ben oltre l’ambito tecnologico e scientifico: accanto alle competenze specialistiche di eccellenza assumono pari importanza la capacità di comprensione, di integrazione e coordinamento di dati, regole e standard tecnici utilizzati ormai a livello globale, identificazione delle priorità, parametri di valutazione, previsioni e tendenze di nuove “esigenze” e la conoscenza degli attuali aspetti finanziari e legali, profondamente diversi da quelli in uso solo pochi anni fa.

 

2 – TREND E FATTORI CHE INFLUENZANO L’EVOLUZIONE DELLE COMPETENZE

– LO SPAZIO

Il perimetro delle attività dello Spazio è in forte crescita; oggi si parla di New Space Economy, con una sempre maggiore integrazione con domini non spaziali e sempre più rilevanti ricadute di impatto strategico, economico e sociale sulla vita quotidiana, come già ampiamente illustrato nei nostri passati seminari di cultura aeronautica dedicati al settore.

Accanto al tradizionale segmento upstream delle tecnologie spaziali, si sta infatti sviluppando un significativo segmento downstream (Rif. Nota 1) che richiederà figure professionali che detengano conoscenze tecnologiche e scientifiche del “dominio” in grado di gestire tale crescente complessità, interdisciplinarità ed evoluzione innovativa e tecnologica.

Esempio emblematico della complessità, multidisciplinarità delle attività e osmosi con altri ambiti medico-scientifici, tecnologici e sociali è la permanenza di lunga durata nell’uomo nello spazio e la creazione di colonie su altri pianeti (i.e. Luna, Marte).

Nel seminario “HUMANS IN SPACE” dello scorso 8 Aprile 2025 è stata fornita una ampia panoramica delle problematiche connesse alle condizioni di vita nello spazio extraterrestre per periodi di tempo prolungati. Si va, per citare solo alcuni aspetti, dalla preparazione del personale a condizioni di vita estreme alla realizzazione di habitat adeguati ed efficienti, alla logistica alimentare e ambientale, alla produzione di energia, al mantenimento di sane e corrette condizioni di salute fisica e mentale. Gli astronauti dovranno essere in grado di operare nelle migliori condizioni fisiche e ambientali anche nelle condizioni più difficili.

Ecco, quindi, che le figure professionali che dovranno operare nel settore dello Spazio dovranno possedere importanti capacità “soft-skill”, come capacità di lavoro di squadra, di visione delle prospettive del settore, di visione interdisciplinare, capacità di “coabitazione” con mentalità e modi di vita diversi dai propri.

 

– L’AERONAUTICA

Il settore aeronautico è fondamentalmente il “padre” di quello spaziale. Tra i due c’è continuità di tecnologie, strutture industriali, standardizzazione tecnica, aspetti normativi e regolamentari (con alta qualità richiesta per i prodotti e servizi, regole di sicurezza rigide).

D’altra parte, l’aeronautica si differenzia dallo spazio per la necessità di produzione a costo contenuto e alta qualità del servizio, per l’attenzione alla sicurezza del volo, per l’obbligo di rispettare standard globali che riguardano sia il mezzo di trasporto sia le infrastrutture d’esercizio e i servizi forniti.

Il settore aeronautico ha quindi ancora più bisogno di risorse umane capaci di comprendere ed elaborare una visione multisettoriale in quanto i prodotti aeronautici competono e sono sinergici con quelli di altri settori (trasporto merci e passeggeri, turismo) e/o interagiscono con le soluzioni proposte da altri settori come quello delle fonti energetiche a basso impatto ambientale. Anche nel settore aeronautico le figure professionali devono sia possedere competenze altamente specializzate sia essere in grado di utilizzarle nell’integrazione sistemica in contesto interdisciplinare e multidisciplinare.

Tipico esempio della complessità dell’evoluzione del mondo aeronautico sono gli studi e le applicazioni, in corso di sviluppo, di nuovi sistemi di propulsione a basse emissioni di tipo elettrico o ad idrogeno sui velivoli.

Lo sviluppo di un sistema propulsivo del tutto nuovo richiede, date le potenze in gioco, tecnologie provenienti da settori lontani da quello aeronautico (produzione e trasmissione elettrica, trasporti navali, treni) affiancate da sistemi di controllo che devono rispettare criteri di sicurezza e qualifica, legati ai requisiti attuali di aeronavigabilità (Safety), molto più severi di quelli originali. L’integrazione dei nuovi sistemi propulsivi sul velivolo richiede poi un radicale ripensamento della sua configurazione, dei materiali usati, dei processi di produzione, magari utilizzando tecnologie già in uso in altri settori (come l’automotive) reingegnerizzate secondo le normative e regole proprie dell’aeronautica.

Accanto a questi aspetti legati al prodotto, occorrerà assolutamente tenere in conto quelli “logistici” del suo ciclo vita, anch’essi fondamentali. Ci riferiamo qui soprattutto alle aree della produzione delle fonti energetiche a basse emissioni, della loro distribuzione, stivaggio/accumulo, dello smaltimento e riciclaggio delle scorie e dei materiali esausti, dei costi di esercizio (Affordability).

Infine (ma non in ultimo), le nuove applicazioni in ambito aerospaziale vanno affiancate da tutta una serie di tecnologie informatiche, comunicazioni, sicurezza (Security), comuni anche al settore della Difesa (Dual Use Applications), che richiedono alti standard di integrazione e affidabilità.

 

– SPECIALIZZAZIONE, MULTIDISCIPLINARIETÀ, COMPLESSITÀ

E’ quindi evidente che l’evoluzione delle competenze necessarie nel medio (e breve, visto il rapido evolversi degli attuali scenari economici e geopolitici internazionali) periodo richiede approfondite conoscenze e specializzazioni specifiche con una consapevolezza della rapida evoluzione tecnologica di ogni settore, con conseguente capacità di adattamento all’evoluzione dei contesti. Basti pensare all’evoluzione del trasporto passeggeri aereo che in un prossimo futuro si evolverà in maniera significativa in trasporto individuale (Cfr. Seminario “The Future Air Transport” del 5/4/2022) oppure l’approccio tecnico-economico e normativo ormai divenuto comune sia al settore privato (es. compagnie aeree) che pubblico (es. amministrazioni dello stato, Difesa, Interni, etc..).

La multidisciplinarità, peculiare delle nuove applicazioni e che necessita di forte capacità di sintesi per affrontare la complessità dei nuovi progetti, deve saper considerare anche le nuove istanze di sostenibilità economica ed ambientale, sicurezza individuale e collettiva, accesso alle soluzioni, impatti sociali richieste ai nuovi prodotti/servizi.

Questo significa una comprensione profonda dei requisiti alla base delle nuove soluzioni emergenti che solo una estesa applicazione dei concetti di multidisciplinarietà tra discipline tecniche e sociali e l’adozione di standard comuni, che possano assicurare capacità di adattamento dei prodotti/sistemi a estensioni funzionali e future innovazioni, possono assicurare.

 

LE COMPETENZE

Le trasformazioni in atto – comuni ormai anche ad altri settori come la produzione e distribuzione dell’energia o dei mezzi di trasporto su terra – generano un aumento dei soggetti operanti, sia integratori che fornitori di specifica tecnologia, l’aumento dei costi unitari del prodotto, la “servitizzazione” (Nota 2) degli asset, la customizzazione dei relativi servizi e l’utilizzo massivo di tecnologie emergenti come l’AI.

I settori che impiegano prodotti con tecnologie complesse, tempi di sviluppo (e entrata in servizio) e vita operativa lunghi, hanno quindi la necessita di utilizzare, in tutto l’arco del proprio ciclo vita (dal produttore al consumatore), conoscenze tecniche di base “tradizionali” e specializzazioni tecniche “di punta” in maniera integrata e ottimizzata.

Sono richieste per questo, come già accennato nel paragrafo precedente, figure professionali con alta specializzazione sia in tecnologie tradizionali che in tecnologie innovative ma anche figure con competenze avanzate in discipline non tecniche, legali, finanziarie e inerenti studi sociali. Fondamentale sarà, dalla fase di concezione, progettazione e qualifica, a quella di produzione ed assemblaggio ed infine alla fase di esercizio e manutenzione, la capacità di una visione multidisciplinare e la conoscenza di tecniche e strumenti utili all’elaborazione degli scenari economici e operativi di lungo termine.

La complessità dell’ecosistema impone il possesso da parte delle figure professionali impegnate importanti caratteristiche “soft-skill” personali come l’attitudine al lavoro di squadra (anche in ambito internazionale, in presenza di culture e modi di pensare diversi), la capacità di adattamento ai cambiamenti, apertura alle novità, senso di responsabilità, pensiero critico, capacità di dialogo e comunicazione chiara, in rapporto a modi di pensare diversi, non tralasciando la conoscenza delle prospettive del proprio settore, e di quelli correlati e complementari.

Nel documento a riferimento (cfr. REPORT AIRI 2026) sono elencati alcuni degli ambiti di applicazioni multidisciplinari dove maggiormente è sentita la necessità di figure professionali ad elevata competenza, che qui riportiamo per comodità di lettura:

– DUAL USE

– NORMATIVE E COMPLIANCE

– TESTING E PROVE

– SCOUTING TECNOLOGICO

– SOSTENIBILITÀ

– CATENA DEL VALORE, TUTELA PROPRIETÀ INTELLETTUALE, MERCATO E CLIENTI

– PRODUZIONE DI MASSA O SPECIFICA

– GESTIONE RISORSE UMANE

– RUOLI TECNICI E SPECIALISTICI

 

Si rimanda al Report (cfr. pagg. 18-25) un dettagliato approfondimento delle nuove professionalità emergenti nel comparto aerospaziale. Di seguito si riporta (cfr. pag.49) la tabella riepilogativa delle più rilevanti figure professionali richieste nel settore della R&D in tale ambito.

 

TABELLA DI ALCUNE COMPETENZE RICHIESTE PROGETTAZIONE E SVILUPPO

PROGETTAZIONE E SVILUPPO TECNOLOGIE EMERGENTI E SOSTENIBILITÀ DATI, CYBERSECURITY E AI GEOPOLITICA, MERCATO E GOVERNANCE
System Engineer, Project Manager, Rapid Prototyping Expert Alternative Propulsion Systems Engineer

 

Avionics Engineer

 

Patent Engineer, Intellectual Property Manager, Compliance Engineer
Ingegnerie  verticali (Strutture, Componenti) Battery Engineer

 

Cybersecurity Avionics Expert

 

Esperti export & compliance doganale

 

HMI (Human Machine Interface) Engineer, UX/UI (User Experience/User Interface) Designer Bio-fuel Engineer

 

Network Security Expert

 

HR e manager con competenze di gestione multiculturale/ distribuita (M&A, team cross-country)
Industrial Engineer, Industrial Technician

 

REACH Manager (compliance normativa ambientale) Data Fusion Scientist

 

Business Developer (new space economy, clienti privati dinamici)
Supply Chain and Raw Materials Manager (Assemblyt o-Order) AI Engineer (integrazione AI negli assetti spaziali)
Testing & Validation Engineer (ambientale e vibrazionale, sensoristica avanzata, digital twin) Integrazione con materiali innovativi e additive manufacturing

 

AI & Data Analyst per validazione sistemi complessi

 

Normative di certificazione internazionale (ESA, EASA, NATO)

 

 

Rif.: REPORT AIRI 2026 | NUOVE COMPETENZE E FIGURE PROFESSIONALI PER IL SETTORE DELL’AEROSPAZIO – FIGURE PROFESSIONALE DEI SETTORI AERONAUTICO, SPAZIALE E DIFESA IN CAMPANIA / TREND E SCENARI 2025-2045 (pagg. 42- 49)

 

 

Nota 1

SEGMENTO UPSTREAM

comprende le attività scientifiche e tecnologiche a fondamento delle infrastrutture operanti nello spazio: ricerca scientifica di base e applicata, sviluppo tecnologico, infrastrutture e oggetti operanti nello spazio (primariamente satelliti, veicoli di lancio, componentistica avanzata, etc.). Questo segmento e ad alta intensità tecnologica e richiede un forte coinvolgimento di centri di ricerca, industrie aerospaziali e agenzie spaziali.

SEGMENTO MIDSTREAM

comprende le infrastrutture di terra che ‘abilitano’ l’operatività nello spazio, quindi le piattaforme di lancio, le stazioni di terra, i centri di controllo, i sistemi di gestione del traffico, le piattaforme software per la raccolta, archiviazione e trattamento delle informazioni satellitari, nonché le tecnologie di integrazione che trasformano il dato grezzo in prodotto intermedio.

SEGMENTO DOWNSTREAM

sviluppa ed opera i prodotti e servizi “a terra” basati sui dati e sui segnali satellitari: ne fanno parte l’elaborazione e distribuzione dei dati spaziali, lo sviluppo e la distribuzione (a fini istituzionali o commerciali) delle applicazioni e dei servizi che derivano dai dati spaziali quali ad esempio: telecomunicazioni via satellite, servizi di navigazione e posizionamento, monitoraggio ambientale, agricolo o climatico, previsioni metereologiche, gestione delle emergenze, monitoraggio dei beni culturali, applicazioni in ambito difesa e sicurezza, etc..

 

Nota 2

Servitizzazione: processo con cui un’impresa passa dalla semplice vendita di prodotti alla fornitura di servizi, o di una combinazione di prodotto + servizio, con l’obiettivo di creare maggiore valore per il cliente. [it.wikipedia.org]

 

 

3 – FORMAZIONE

Le competenze delineate in questa panoramica richiedono percorsi formativi complessi e ben strutturati, uniti alla abilità di acquisire capacità di sintesi, e di “problem solving”. Tali percorsi danno l’opportunità di impadronirsi di un bagaglio di conoscenze e tecniche utilizzabili anche in settori lontani da quello originale in virtù delle ricadute tecnologiche dai settori di punta a quelli di più larghe applicazioni. Questo sia in termini di prodotti che di servizi correlati.

La preparazione al lavoro non può, evidentemente, solo avviene in laboratori o in industrie all’avanguardia dedicate ad una singola tecnologia, una volta terminato il ciclo di studi curriculare, ma va condotta in gruppi multidisciplinari di tecnici che curano le varie fasi della vita di un prodotto dalla ricerca e sviluppo, alla progettazione, alla produzione e all’esercizio.

Occorre un sistema della formazione che consenta ai giovani di acquisire, accanto alle discipline base delle varie specializzazioni le informazioni e gli strumenti tipici di un approccio multidisciplinare della preparazione professionale. Si pensi per esempio agli aspetti della cybersecurity in ambito aerospaziale o all’utilizzo degli strumenti dell’A.I. nella progettazione strutturale o nell’analisi delle performances motore nelle operazioni di manutenzione predittiva.

Il percorso formativo complessivo, inoltre, dovrà tener conto anche della necessità di figure professionali con differenti skill e competenze all’interno delle singole aree produttive mediante una continuità formativa distribuita tra i vari livelli scolastici sia universitari che superiori.

Se da un lato sono necessarie figure professionali di tipo ingegneristico che curano l’integrazione multidisciplinare in modo tecnicamente preciso ed avanzato, dall’altra sono necessarie figure professionali e tecnici qualificati che padroneggino e comprendano quelle interazioni per tradurle nella realizzazione dei prodotti.

Peraltro, esiste attualmente un’asimmetria informativa tra i bisogni del mondo produttivo ed i percorsi formativi offerti che a volte non rispondono pienamente alla domanda del mercato, alimentando aspettative che vengono spesso disattese al momento dell’ingresso nel lavoro.

Questo vale un po’ a tutti i livelli di formazione, sia universitari che secondari. Il cosiddetto “mismatching di competenze” avviene non solo per una scarsa conoscenza, da parte delle strutture formative, delle specifiche aree dei diversi settori produttivi ma anche (e soprattutto) per la mancanza di previsione/programmazione dello sviluppo industriale di medio-lungo periodo, frutto dell’assenza di strategia di sviluppo del sistema produttivo.

Infine, avendo ben chiara la natura estremamente dinamica dell’evoluzione tecnologica dei nostri tempi, occorre che il sistema di formazione diventi un “sistema continuo” nel tempo che consenta nel tempo ai professionisti del settore un aggiornamento costante ed efficace sulle nuove tecnologie e processi industriali, permettendo di acquisire le conoscenze adeguate al soddisfacimento delle nuove necessità del sistema economico ed industriale.

Il profondo cambiamento del mondo del lavoro rende la formazione un elemento centrale lungo l’intero arco della vita professionale delle persone: dalla scelta della scuola superiore, all’eventuale percorso universitario, fino alla formazione continua e al “re-skilling”. In settori ad alta intensità di ricerca e innovazione come l’aerospazio, quest’ultimo aspetto assume un valore ancora più strategico.

 

Concludendo….

Tutti gli argomenti sopra discussi sono emersi con evidenza nell’incontro del 25 maggio.

Tutti gli intervenuti hanno concordato sull’importanza, per i giovani che si presentano oggi sul mercato del lavoro, di un percorso formativo adeguato ad affrontarne la complessità. Formazione continua, Percorsi formativi ad hoc, Trasversalità delle competenze ne rappresentano le linee guida essenziali.

Questo percorso deve aiutarli non solo ad acquisire le giuste e aggiornate conoscenze ma anche a far emergere le loro capacità di analisi e di pensiero critico, di “problem solving”, di rapido e positivo adattamento ai cambiamenti.

Tutto questo ovviamente può avvenire solo se da parte dei giovani siano ben chiari gli obiettivi che vanno perseguiti, anche qui con i classici, “sempreverdi” drivers: Forte motivazione e passione per il percorso prescelto, preparazione di base eccellente, curiosità per le novità, senso di responsabilità, capacità di relazionarsi correttamente con la società e l’ambiente in cui si inseriscono.

Fin qui quanto si richiede alle nuove figure professionali e come debba essere configurato un sistema formativo che le prepari. E’ una notizia di questi giorni la classificazione del sistema formativo universitario italiano nel contesto europeo nelle prime dieci posizioni, a conferma quindi di un valore di “eccellenza” della preparazione che fornisce ai suoi studenti. Certo, alcuni suoi aspetti necessitano ancora di miglioramenti, ma di fatto la base formativa attuale è un buon punto di partenza per procedere agli upgrade sopra delineati.

Resta da verificare, a questo punto, quanto il sistema produttivo odierno del paese sia in grado di reagire in maniera appropriata alle sfide attuali -e a venire – e abbia realmente intenzione di valorizzare queste nuove figure, offrendo loro corrette condizioni di lavoro (ambienti di lavoro stimolanti, retribuzione adeguata, percorsi di inserimento rapidi ed efficaci, reali prospettive di crescita professionale), considerandole realmente “Patrimonio” (cosi dovrebbe essere inteso il know-how personale e collettivo) piuttosto che “Mezzi di produzione”. Altrimenti continueremo ad assistere ad una emorragia verso l’estero di un numero sempre crescente di giovani ben formati, con danni socio-economici per il nostro paese facilmente comprensibili.

Le realtà produttive e di ricerca che abbiamo incontrato fin qui, nel corso dei nostri incontri, hanno dimostrano di essere preparate ad affrontare la sfida. Ma le altre (big tech incluse)?

 

(rif. REPORT AIRI 2026 | NUOVE COMPETENZE E FIGURE PROFESSIONALI PER IL SETTORE DELL’AEROSPAZIO)

 

Be the first to comment

Leave a Reply