Non c’è più spazio per tutte le aziende della fornitura di Leonardo

Marco Zoff:  «Spendiamo in ltalia 4 miliardi l’anno, quasi un terzo con le Pmi ››, «non c’è posto per tutti, 2.700 sono troppi. Dobbiamo selezionare i migliori››.

Comitato ASI MIURSi è svolto a Montecitorio il convegno Il GRANDE SALTO: le PMI tra cultura d’impresa, politiche industriali e innovazione promossa dalla Fondazione ICSA e Leonardo Company.

Si è discusso dei contenuti del programma LEAP2020 (Leonardo Empowering Advanced Partnerships) di Leonardo per la gestione delle relazioni del gruppo aerospaziale con tutte le imprese fornitrici italiane e internazionali.

Leonardo, rappresentata dal Chief Procurement& Supply Chain Office, Marco Zoff  ha riproposto ed esplicitato le posizioni che Alessandro Profumo aveva ripreso a Napoli all’incontro con la Supply Chain, « per continuare a essere nostri partner bisogna investire o rischiare insieme”, « dobbiamo cambiare l’approccio verso i fornitori, nelle Pmi c’è anche alta tecnologia, ha ripetuto Zoff come aveva affermato Profumo, ma la frammentazione è troppo alta››, «non c’è posto per tutti, 2.700 sono troppi. Dobbiamo selezionare i migliori››.

Il sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi della Lega si dichiara daccordo con Zoff  sull ‘esigenza di un sistema più compatto, ma ha ritenuto di richiamare al cambiamento anche i grandi players, che spesso come è successo nella vicenda Fincantieri: « arrivano sul mercato come concorrenti, questa è una cosa che non mi piace per niente». Anche loro, forse, dovrebbero fare un «salto››.

Quel  «salto››, pensiamo noi, che dovrebbe fare anche la classe politica che con la vicenda della presidenza e commissariamento dell’ASI, dalla rimozione di Roberto Battiston alle dimissioni dell’ex generale Pasquale Preziosa presentate ventiquattr’ore dalla sua nomina  e con le “dimissioni”  del comitato che doveva indicare un nuovo presidente,  non ha dato sicuramente alla comunità scientifica e alle imprese una prova di adeguatezza ed equilibrio.

Il comitato di saggi si è dimesso per “evitare di dover decidere su nomi che avrebbero creato disagio” perchè le modifiche richieste dal MIUR al bando per concorrere alla presidenza dell’ASI avrebbero allargato le maglie dei criteri di selezione che attualmente considerano soltanto figure di alto profilo scientifico, consentendo  la possibilità di concorrere all’incarico anche a candidati con requisiti “meno significativi”.